Garofano, il fiore degli dei

Il garofano ha colori luminosi e una ricca corolla dai petali increspati ed è perfetto per decorare giardini e balconi. Alcune specie, in particolare, presentano splendide fioriture, allegre, variopinte e dai profumi intensi che rendono vivace l’ambiente.

E’ una pianta nativa dell’area del Mediterraneo e diffusa ormai in tutto il mondo nelle aree temperate, specie per uso ornamentale. La sua diffusione ha origine antichissime, tanto che si rintracciano sue rappresentazioni nell’arte decorativa greca e romana.

Il garofano appartiene alla famiglia delle caryophyllaceae e il suo nome botanico è Dianthus. Dobbiamo al medico e naturalista Linneo la denominazione scientifica del fiore: egli volle unire le parole greche dìos – Dio – e ànthos – fiore – per identificare il “fiore degli Dei”. Un fiore nobile che è simbolo di virtù e profondi sentimenti.

Altro che fiore degli eventi luttuosi, dunque! Spesso infatti si associa il garofano all’omaggio ai defunti, ma il suo significato è tutt’altro che funereo. Con la loro allegra semplicità i garofani simboleggiano l’affetto sincero e l’amore profondo nei confronti di una persona cara. Inoltre è una pianta molto resistente, richiede poche cure ed anche per questo che spesso si usa per decorare i luoghi dove riposano i defunti.

Ad ogni colore della corolla si associa poi un significato specifico: il garofano bianco è simbolo di fedeltà eterna; il garofano giallo rappresenta l’indecisione e l’incertezza; il garofano rosa simboleggia l’affetto e le tenerezza; il garofano rosso simboleggia l’amore appassionato o la passione per una qualsiasi attività; i garofani screziati rappresentano la gentilezza; il garofano verde è il simbolo dell’amore omosessuale.

Quanto poi alle tradizioni, il garofano bianco è sempre presente in occasione dei matrimoni: è il fiore all’occhiello dell’abito del padre della sposa e dei parenti di sesso maschile degli sposi. In Giappone invece il rosso intenso del garofano indica il lutto perché è un colore associato all’idea di inferno.

Bello, colorato e forte, il garofano ha una storia millenaria e molti sono i miti e le leggende che lo vedono protagonista. Per esempio, nella mitologia è il fiore sacro a Diana, Dea della caccia. La leggenda racconta che un pastore s’innamorò follemente di Diana, che però aveva fatto voto di castità. La Dea alimentò false speranze d’amore nel giovane e poi lo abbandonò. Ben presto l’uomo morì disperato e dalla lacrime che aveva versato per il suo amore fiorirono garofani bianchi.

Il tema delle lacrime e dei garofani bianchi è presente anche nella tradizione cristiana. Si narra che alla vista di Gesù in croce, la Madonna Addolorata pianse così tanto che le lacrime toccarono terra: dal pianto di Maria spuntarono garofani bianchi dal profumo intenso.

Anche nella storia esistono molti racconti legati a questo fiore straordinario. Nel 1270, nel corso della crociata di Tunisi, un’epidemia di peste fece moltissime vittime tra i soldati di Luigi IX, Re di Francia. Fu solo grazie ad un distillato di garofano che il contagio finalmente si fermò.

Aneddoti storici riportano inoltre che quando la regina Maria Antonietta fu imprigionata continuò a ricevere messaggi nascosti abilmente in mazzi di garofani. Sempre in Francia, nell’Ottocento, il garofano rosso divenne il simbolo che Napoleone adoperò per decorare i nastri della Legion d’Onore, mentre i nobili che dovevano essere ghigliottinati portavano il garofano bianco all’occhiello.

A partire dalla fine del XIX secolo i movimenti dei lavoratori e i partiti socialisti scelsero il garofano rosso come simbolo delle proprie idee politiche. Nella zona del Mediterraneo, la Spagna e il Principato di Monaco hanno scelto il garofano come proprio simbolo nazionale. In Italia, infine, è tradizione che il garofano sia a Bologna il fiore di San Pietro e a Roma il fiore di San Giovanni Battista.

 

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